mercoledì 23 febbraio 2011

Zuppa di cavolfiore con datteri


L'improvvisazione con gli avanzi sta diventando il nostro piatto forte ;o)
In certi casi facciamo accostamenti un po' azzardati, ma per il piatto in questione l'abbinamento ha dato dei buoni risultati.
Ingredienti:
- Cavolfiore ( nel nostro caso era stato cotto a vapore la sera prima)
- Datteri ( soggiornavano in cucina da Natale...)
- avanzi di formaggio

La preparazione è semplicissima:
Preparare una crema frullando il cavolfiore ed aggiungendo acqua per allungare "il brodo", secondo i propri gusti.
Tagliare i datteri a pezzetti, unirli alla crema condire con olio, sale ed eventualmente formaggio ( spolverato o a tocchetti).
Utilizzare alcuni datteri per decorare.

Buon appetito!

lunedì 21 febbraio 2011

Waiting for Spring



Un altro cappellino, in attesa di giornate più miti...
Il verde pallido e il lilla di questa lana rievocano, nella mia mente, una primavera "neonata", ancora fragile. Una primavera che non ha ancora colori forti e brillanti, ma timidamente inizia a proporre nuove sfumature, differenti i toni grigio-azzurri dell'inverno.

Qui il pattern free cui mi sono ispirata :)

P.s: volevo aggiungere il tag "Straparlo", ma poi diventerebbe il più evidente di tutti, così ho deciso di limitarmi al Knitting :P

giovedì 17 febbraio 2011

GAAA.....


Ho poco da girarci intorno...La prima parola di mia figlia non è stata qualcosa vicino a "mamma" o "papà", è stata "Gaaa".
I suoi primi suoni sono stati per i nostri gatti. Ancora adesso continua a chiamarli così. "Mamma" è  una parola arrivata dopo. Più che altro per necessità, ma non è in grado di competere col fascino dei due felini.
D'altronde Tequila le faceva le fusa quando ancora era nella pancia, ha sperimentato per lei la carrozzina ( alla fine è stato l'unico ad usarla) e, nonostante abbia un indole fifona, soprattutto se si considera che è un gattone di 5kg, ha trovato il coraggio di andare per primo a darle il benvenuto.
Kalhua all'inizio è rimasta a guardare, poi ha tirato fuori un istinto da "mamma-gatta" straordinario, lasciandosi fare di tutto e trovando una complicità con Arianna incredibile.
La gatta ha una passione per gli elastici dei capelli. La Ciuccetta glieli procura e poi si scatenano nel corridoio di casa. Quello che più mi ha sopreso è che, nell'impeto del gioco, Kalhua  non ha mai tirato fuori le unghie; non è una gatta che graffia, ma giocando con gli adulti, a volte è capitato che un graffietto involontario arrivasse, con Arianna mai.
Kalhua partecipa molto attivamente anche ai travasi della Ciuccetta: se si tratta di pop-corn, quelli che cadono vengono fatti sparire immediatamente, poi il gioco finisce con la condivisione della merenda.


Putroppo il rapporto con Tequila non ha potuto svilupparsi molto perché, da Agosto, il nostro micione  non sta bene. Quando miagola per il dolore Arianna smette di giocare  e chiede "ga?..." come per dirci "Piange, che facciamo  per aiutarlo?". Ha capito che non sta bene, non lo rincorre, lo lascia stare tranquillo tranquillo, gli vuole bene "a distanza".


Allora:
GRAZIE cari gaaa per tutta la pazienza che avete e per l'affetto che ci dimostrate!









lunedì 14 febbraio 2011

OILEÁN


Un testo irlandese ( con sotto la traduzione inglese) di una delle mie poetesse preferite...

Buon S. Valentino!



OILEÁN

le Nuala Ní Dhomhaill
Oileán is ea do chorp
í lár na mara móire.
Tá do ghéaga spréite ar bhraillín
gléigeal os farraige faoileán.
Toibreacha fíoruisce iad t’uisí
tá íochtar fola orthua is uachtar meala.
Thabharfaidís fuarán dom
í lár mo bheirfin
is deoch slánithe
sa bhfiabhras.
Tá do dhá shúil
mar locha sléibhe
lá breá Lúnasa
nuair a bhíonn an spéir
ag glinniúint sna huiscí.
Giolcaigh scubacha iad t’fhabhraí
ag fás faoina gciumhais.
Is dá mbeadh agam báidín
chun teacht faoi do dhéin,
báidín fiondruine,
gan barrchleite amach uirthi
n&aacucte; bunchleite isteach uirthi
ach aon chleite amháin
droimeann dearg
ag déanamh ceoil
dom fhéin ar bord,
thógfainn suas
na seolta boga bána
bogóideacha; threabhfainn
trí fharraigí arda
is thiocfainn chughat
mar a luíonn tú
uigneach, iathghlas,
oileánach.

ISLAND

by Nuala Ní Dhomhaill
Your body is an island
in the middle of the ocean.
Your splayed limbs on the sheets
are bright as gulls’ wings.
Your brow is a spring well
with blood in the depths and honey above.
You are a cooling fountain
in the sweltering heat
and a healing drink
to my fever.
Your two eyes
are mountain lakes
on a bright August afternoon
when the sky
glimmers in the water.
Your eyelashes are rushes
ringing the shore.
And if I had a little boat
to carry me to you,
a boat of findrinny,
with neither a top stitch
nor bottom stich out of place,
but a single feather
of white-backed red
to make my music
at sea,
to raise up
the soft white sales
full-bellied with wind; plowing
through high seas
and come beside you
where you lie back,
solitary, emerald,
islanded.